I gruppi, vanno intesi più come stato d'animo e come modo di pensare che
come oggettiva presenza di pluralità umane. Per iniziare una marcia di
avvicinamento alla mentalità di gruppo, che è una mentalità an-autoritaria,
soggettiva e plurale occorre mantenere in sospeso il più possibile (del
tutto non è possibile) la nostra mentalità valutativa che tende a valutare
prima di percepire, in modo da percepire solo quello che si ritiene "giusto"
(possibile? vero? lecito? ecc.), costituendo così la prevalenza di una
mentalità etica e colpevolizzante, eliminando come soggettiva tutta la
realtà non gradita dal potere vigente. Questo è stato per millenni il
dispositivo mentale dell'autoritarismo, cioè del sopruso e del dominio
dei pochi nei confronti delle immense maggioranze assoggettate, manipolate
ed impaurite. La paura ha costruito la colpevolezza e la colpevolezza
ha permesso la paura, da cui il mantenimento del sopruso nei millenni.
Per arrivare ad una simile consapevolezza, così spiccatamente difficile
ancor oggi nel mondo del lavoro, dobbiamo lentamente ragionare assieme
ed imparare proprio questa abitudine: il pensare assieme, che potremo
più in là denominare pensiero collettivo, o soggetto plurale. Questo ragionare
assieme può essere definito come il rifiuto di una concezione del pensiero
come fatto puramente individuale e solitario e come la costruzione di
un'idea di pensiero che si estenda oltre i confini individuali e comprenda
il gruppo (group thinking, pensiero di gruppo) e l'irrazionalità (intelligenza
emotiva o linguaggio emotivo). Così l'idea di gruppo é strettamente legata
all'idea di benessere e ne è l'origine. Il passaggio da una relazione
di coppia ad una di gruppo, il passaggio da un pensiero individuale ad
uno plurale e di gruppo, la dilatazione del tempo e l'allungamento dell'orizzonte
temporale sono evidentemente un'uscita dalla scarsità ed una richiesta
di abbondanza. Sostituendo l'individuo col gruppo si moltiplica il benessere
perché vi è una maggiore abbondanza di risorse. Da questa intuitiva relazione
tra gruppo ed abbondanza, ricchezza, benessere, deriva la base della stessa
democrazia e la natura politica, non innocente, dell'idea stessa di gruppo.
L'esplorazione di questa idea è oggi deficitaria e richiede un grande
sforzo di accelerazione perché rappresenta una porta di ingresso nel pensiero
di gruppo, senza la quale la trasparenza e la consapevolezza delle trasformazioni
sociali che stiamo vivendo rischiano di rimanere insufficienti e quindi
pericolose per il nostro stesso benessere.
Enzo Spaltro,Presidente dell'Associazione TTG.